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Alcuni finanziamenti prevedono la possibilità di saltare o posticipare la rata

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Cosa succede in caso di ritardi nel pagare le rate

L'istituto che ha erogato il finanziamento, fin dalla prima rata di ritardo, può inoltrare la segnalazione al Sic e, se questo si prolunga, procede con le pratiche per il recupero del credito.
Il ritardo nei pagamenti può avere diverse conseguenze, anche a seconda delle clausole previste dal contratto in materia di puntualità delle rate mensili: solitamente, quando il ritardo si verifica, già dalla prima rata l'istituto che ha erogato il finanziamento procede con la segnalazione al Sic e, se il ritardo si prolunga per le rate successive, si procede con le pratiche per il recupero del credito e l'applicazione degli interessi di mora e delle spese relative al recupero del credito.

Di norma, anche quando il ritardo è solo di un giorno, potrebbe partire la segnalazione al Sic: questo è a discrezione dell'istituto di credito. Per avere la certezza delle condizioni applicate dall'istituto finanziario è necessario leggere il contratto in ogni sua parte prima di firmarlo, per evitare in seguito problemi derivanti da clausole che sono state ignorate.
Come accennato, alcuni finanziamenti prevedono la possibilità di saltare o posticipare la rata, senza che questo vada a incidere sul giudizio di buon pagatore: in questi casi, bisogna attenersi alle regole stabilite, quindi dare comunicazione preventiva del ritardo nel pagamento, oppure chiedere di saltare una o pi&uigrave; rate. Inoltre, molti istituti finanziari che offrono questa possibilità applicano una maggiorazione di costi di gestione esclusivamente per la rata posticipata o saltata. Nelle clausole espresse nel contratto viene indicato per quante volte si può presentare questa richiesta e le condizioni a cui viene concessa; inoltre, viene anche specificato ogni quanto tempo si può richiedere il ritardo di pagamento o di saltare la rata che, ovviamente, non verrà cancellata dal debito, ma verrà conteggiata come rata aggiuntiva in coda alle altre rate.

In tutti gli altri casi, ove non sia consentito il ritardo, l'istituto che ha erogato il prestito può procedere con la risoluzione del contratto in modo unilaterale e dare avvio alle pratiche per il recupero del credito che gli sono consentite dalla legge italiana, come le ingiunzioni di pagamento o il pignoramento di beni fino al raggiungimento dell'importo dovuto.
Inoltre, come dicevamo, l'istituto finanziatore manda una segnalazione di pagatore ritardatario al Sic e agli altri enti di controllo finanziario: per questo è importante provvedere quanto prima al pagamento della rata (o delle rate), in modo da evitare di essere segnalati in qualità di cattivi pagatori e, soprattutto, per evitare spiacevoli esecuzioni giudiziarie che comportano l'esborso di spese legali.

Se l'istituto che ha concesso il finanziamento ha già provveduto alla segnalazione presso i registri di rischio finanziario, il finanziato può chiederne la cancellazione solo dopo aver pagato la rata arretrata e inviando, insieme alla domanda di cancellazione, anche la documentazione relativa al saldo della rata e la dichiarazione che null'altro è in sospeso o in ritardo.
La cancellazione delle segnalazioni avviene in automatico nel momento in cui sono trascorsi i tempi previsti che possono variare dai 12 a 36 mesi: 12 quando i ritardi sono al massimo due, 24 mesi quando i ritardi superano le due rate anche non consecutivamente, 36 mesi quando viene convolto il recupero crediti.
Se, trascorso il periodo, non fosse avvenuta la cancellazione in modo automatico, bisogna innanzitutto richiedere al Crif l'elenco dei titoli segnalati e, solo dopo aver ricevuto il dettaglio, chiederne la cancellazione allegando alla pratica tutta la documentazione da cui si evince la regolarizzazione della propria posizione finanziaria. Dopo aver inviato la domanda di cancellazione, bisogna aspettare fino a 20 giorni per la cancellazione che, non appena avverrà, sarà comunicata all'interessato.

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